domenica 30 giugno 2013

A kiss is not just a kiss

Mi sono davvero molto emozionata l'altro giorno quando mio figlio, il mio piccolo scoiattolino di 80 cm e 12 kg, il mio cucciolo di un anno e mezzo, mi ha schioccato un bacio sulla guancia!
Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, ero dentro la tenda, di fianco a suo papà, in camera sua.
C'era una bellissima luce serale, che filtrava attraverso la leggera stoffa color tabacco e suo padre ed io, distesi vicini, eravamo uniti in questa nuova, profonda emozione. E lui, divertito più che consapevole della nostra reazione, si è alzato e si è messo a correre per la stanza, poi si è di nuovo tuffato su di noi.
In mezzo ad un anno e mezzo di bei momenti, attimi di tenerezza, di fatica e insonnia, di piccole e grandi conquiste, di attimi di preoccupazione o di fastidio, ogni tanto emergono alcuni ricordi "perfetti", come quando l'ho avuto per la prima volta sopra la mia pancia anziché "dentro", tutto tremante di freddo e timori. Come quando mi ha sorriso per la prima volta in risposta ad un mio sorriso e non per la pancia piena o per la vista della tetta. Quando ha mosso i primi passi, due o tre, incerti, accompagnati da  un gridolino di vero piacere. Questo sarà uno di quei momenti, "perfetti". Un bacio, dato così, con tenerezza, un po' di impaccio, su una nostro bisogno di contatto, che non era questa volta "suo" ma lo è diventato quando noi ci siamo emozionati. Lui sa che fa delle cose che ci producono piacere e altre che danno più "fastidio". Così quando sto pulendo la cucina a fondo e lui viene con un libro in mano o un gioco e mi dice "qua" indicando a terra di fianco a sé so che la priorità è vicino a lui e non l'anta da pulire ma non sempre sono pronta a rispondere. A volte, quando questo accade, piange così disperatamente e repentinamente che ci lascia sbigottiti, diamo subito la colpa alla stanchezza o ai capricci ed invece a volte basta prenderlo in braccio. Lui abbandona la testa sulla nostra spalla o si fa una risatina. E' già così grande ma ancora così piccolo...
Oramai è un fatto assodato che i bambini non rispondono solo a bisogni di "sopravvivenza", ma che necessitano di grande affetto e coccole, ma nel 1959, quando l'etologo Harlow dimostrò che un cucciolo di scimmia rhesus, potendo scegliere se ricevere il biberon da una "mamma-scimmia" di metallo o da una ricoperta di pelliccia, preferiva decisamente la seconda, cambiò molto le conoscenze sul rapporto mamma-bambino.
I bambini hanno bisogno di contatto, di coccole, di baci e di tenerezza, di una presenza molto "fisica" che via via viene affiancata da una presenza più emotiva. Quello che a volte dimentichiamo che anche noi abbiamo bisogno di tutto questo, tanto quanto loro. Perciò mi sono tanto emozionata l'altro giorno, perchè - di nuovo - lui è stato capace di darmi una cosa di cui avevo bisogno in quel momento.
Una cosa piccola, leggera, che ci ha reso ancora più uniti. Meglio dunque una casa più trascurata ma un bambino più felice e sereno.