Chi mi conosce bene lo sa: sono alla frutta. Sono stanca, scoglionata, stressata. Forse non più di altre volte, anzi sicuramente meno, molto meno di alcuni periodi della mia vita in cui sono stata veramente sotto pressione, sopratutto per il lavoro o per la famiglia o per qualche altro problema che poi ho risolto oppure ho accettato.
Ma ora, a meno di 48 ore dalla partenza in nave per l'ennesimo viaggio in Corsica, mi sento come se fossi in attesa dello start alla linea di partenza. Ho voglia, HO BISOGNO, di allontanarmi qualche giorno da un tumulto di cose: il lavoro con il suo strano gioco di logorio lento ed inesorabile, un continuo contatto con situazioni che sembrano non risolversi veramente mai, il trasloco di mia madre che dopo essere stata quattro anni in un appartamento veramente costoso ed eccessivamente grande decide di sottoporre se stessa e chi le è vicino a questa terribile fatica; ad un periodo di caldo, di umido, di schifo, di cose appiccicose e non belle, pensieri di scenari catastrofici e pesanti, una politica che mi mette di fronte ad una sensazione di resa, di nulla di fatto, di ripetizioni fino allo stremo.
Voglio sospendere per un momento un giudizio non lucido su un'idea del futuro buia, penosa, terribile, con una natura violentata e distrutta, prospettive di umanità e lavoro pessime, l'idea di crescere un figlio in un ambiente così poco promettente, riuscire a produrre in lui comunque interesse e curiosità è una fatica che ora sono stanca di fare.
Voglio andare via qualche giorno con la mia famiglia, spegnere il cellulare, dedicarmi a noi, sentire il nostro legame che scorre, mangiare cose buone, vedere le stelle nel cielo, correre all'alba sulla spiaggia, perdersi tra gli scogli, vedere mio figlio color cioccolato che scopre paguri e anfratti.
Di nuovo in Corsica, si. Perchè la Corsica è come noi: selvaggia, naturale, interessante, da molto e pretende poco. Ho perso delle amicizie quest'anno, ne ho scoperte altre, ho iniziato ad andare in palestra all'alba e vi ho scoperto un piacere inaspettato, profondo. Ho letto meno mi sono persa di più nel telefono. Ho bisogno di ripulirmi un po', ho voglia di altre cose, di parole sentite, di contatto con gli occhi, di sorrisi. Ho voglia di festeggiare come si deve dieci anni di matrimonio e ricordarmi ancora una volta com'è stato bello, caldo, emozionante, tenero
e meraviglioso sposarmi con l'amore della mia vita.
Ho voglia di vedere la mia amica del cuore, quando torno, la mia alter ego, la mia gemella. Ho voglia di camminare, di correre, di mangiare bene, di tornare a sperare qualcosa di buono per il futuro. Non voglio avere paura, voglio sapere che posso fare qualcosa per me, per mio figlio, per mio marito.
Mio figlio tornerà a scuola tra un mese e quest'anno mi ha sorpreso finendo tutti i compiti. L'ho aiutato certo e alcuni mi sono sembrati davvero demenziali ma altri erano interessanti. Vorrei che capisse che se continua a credere che imparare cose nuove è utile per lui poi potrà scegliere ciò che più gli piace. Voglio permettergli un futuro altrettanto bello di quello che sentivo che avevo io alla sua età.
Intanto attendo la partenza e conto i minuti che mi separano al momento in cui mi sdraierò sul prato, vicino alla tenda, sotto la volta celeste, con sommo terrore e grandissima emozione.
