sabato 23 luglio 2016

Dear mom

Cara mamma,
ti vedo così stanca in questi giorni, così invecchiata. Lo posso dire? Che brutta parola, "invecchiata", come un vino che è andato in aceto, un mobile che è da buttare o un libro a cui si staccano le pagine. Ma anche un vino, invecchiato, che acquista valore e gusto. Cosa ti sta succedendo? Questa malattia che è la vecchiaia? Mi ricordi sempre più spesso: la tua età, i tuoi acciacchi, i tuoi vuoti di memoria, la difficoltà che senti nel sopportare l'afa di certe giornate, l'abulia che ti assale nel pomeriggio e che ti obbliga a lunghe dormite, la mancanza di desiderio per la musica classica, tua fedele compagna di sempre. Provo una gran pena a sentirti parlare così, ad ascoltarti quando mi dici "alla mia età, sai com'è, in qualunque momento, potrei andarmene". Sento che il cuore e lo stomaco sono stretti in un torchio, una sensazione di impotenza e dolore mi assalgono e mi asciugano la gola. Provo a scherzarci su, a chiederti "ma dove vuoi andare? Non scherzare, tu campi cent'anni" ma so che anche cent'anni non mi basteresti perchè non mi stanco mai di andare a pranzo fuori con te al "Pandawok" che pure che è un locale kitch e piuttosto brutto a noi piace così tanto e prendiamo sempre il tea verde che a volte non è nemmeno buono. Ho sempre voglia di confrontarmi su un libro, ad entusiasmarmi con te della biblioteca, a scambiarci i libri di cammilleri e di carofiglio. Ho voglia di venire da te con marito e figlio e vedere che sei una nonna inusuale, nel senso che lui non lo vezzeggi, non lo coccoli (come NON facevi nemmeno con noi, british style), ma lo tratti da "persona", con curiosità e gentilezza. E l'altro giorno, questo non te l'ho ancora detto, il mio cucciolo mi ha detto che si vuole fidanzare con te!! Accidenti, scavalcata dalla grandma. Niente di meno.
Mamma, tieni duro che hai una figlia egoista, ti vuole ancora un po' per lei e per suo figlio, per accumulari altri ricordi del "dopo papà" quando hai iniziato ad essere più libera di fare tante cose, di dirle, di circondartene, quando la tua umanità è esplosa con momenti di profonda intimità e altri di grande ilarità.
Voglio ancora andare al mare ALMENO una volta con te, so quanto ti piace e porta pure il cane, lo so che sei in pena se lo devi lasciare anche se a qualcuno che lo amerebbe per qualche giorno. Voglio ancora leggere altri libri e parlartene e poi parlarti in inglese e intercalare quel "hallo?" quando mi rispondi.
Anzi, sai che c'è? Ora ti chiamo proprio. Perchè non voglio trattarti come una persona vecchia, ma come una persona, con curiosità e rispetto, proprio come fai tu con mio figlio. Come una persona che esiste e che amo profondamente.
A presto dunque!