Mi sono spesso domandata cosa sia "la famiglia" per un bambino. Suppongo che siano prima di tutto i suoi genitori, poi eventuali fratelli o sorelle, nonni o altri familiari con cui ha una relazione più stretta... magari anche la sua casa, gli animali domestici con cui vive, l'atmosfera generale in cui cresce.Poi? La scuola, gli amici?
Vedo il disegno di mio figlio e penso a quante cose ci sono, nel suo disegno della famiglia: suo padre ed io, lui, qualche amico, il cielo, la casa, poi ci ha messo i suoni che ha fatto col tamburo a yoga, le sensazioni che ha provato.
Vedo che nella porta c'è una maniglia, mi domando a cosa serve, cosa deve proteggere, nei suoi pensieri, dentro di sè. Come quando mi chiede se può lasciarmi sola un momento oppure ho paura dei fantasmi. Poi se io mi innervosisco che lui non dorme, gli dico che sono stufa, che dorma da solo, lui dice si, poi lo sento che uggiola piano e mi dice che non vuole, che ha paura da solo. Non sono preoccupata di questo, penso che non è pronto ancora. Lo sarà di sicuro, prima o poi.
Sono molto fiera di lui, mi piace che capisca che vi sono persone che hanno un solo genitore o due genitori dello stesso, mi piace che sappia che non siamo tutti dello stesso "colore", che non tutte le persone hanno da mangiare e quelle che non ce l'hanno le aiutiamo, mi riempie il cuore di gioia quando insegna ad un bambino più piccolo di lui ad infilarsi le maniche del giacchino tenendo stretta la manica della tshirt "come mi ha insegnato mio papà". Mi fa impazzire che aiuta un suo compagno di scuola un po' più pauroso a salire per la scala a pioli e gli tiene la mano mentre attraversano il ponticello. Vorrei che tutto questo e altro ancora fosse "FAMIGLIA" per lui: un luogo in cui si sente sicuro (sento la forte influenza Bowlbiana si...), si senta che può sperimentare a fare delle cose da solo e poi magari ritornare lì, per un po'. Per riprendere fiato, per capire che ce l'ha fatta, per scoprire che era la cosa giusta da fare o che non deve aver paura dei fantasmi, nemmeno lui.