martedì 30 gennaio 2024

Buttons

Quando ero bambina mia mamma aveva ricevuto come regalo di nozze una macchina da cucire della Singer color crema. Con quell'aggeggio aveva confezionato vestiti, magliette, lenzuola, federe, tovaglie e quant'altro. Ricordo che usavo la carta per i cartamodelli per ricopiare dei disegni e quando ero alle scuole medie confezionavo degli elastici per i capelli, per me e per le mie amiche. Mia mamma aveva anche un cestino porta cucito a tre piani in legno, si apriva ai lati e così facendo scoprivi i diversi comparti con le rocche di filo e i vari attrezzi. La cosa che più amavo, però, era la scatola dei bottoni: era una grande scatola in plastica bianca con un tappo nero avvitabile che conteneva decine e decine di bottoni. Adoravo infilarci le mani, rovesciarli a terra, contarli, dividerli per tipo, colore, materiale. Negli anni, il fascino per i bottoni mi è rimasto e mi rattristo del fatto che - con la "modernità - abbiano perso un po' di valore. Vengono forse considerati poco pratici rispetto alle zip o ai poussoirs, vengono prodotti in serie, di materiale spesso scadente. I bottoni, secondo me, rappresentano invece un incredibile fascino, Un bottone di legno, per esempio, con le sue piccole imperfezioni, macchie, righe, porta con sé la storia del suo (o dei suoi) proprietari, dei luoghi in cui è stato, delle cabine del treno in cui è stato sfregato e posato e via dicendo. In tempi come i nostri, che viaggiano veloci sui binari della modernità, della praticità e della tecnologia, credo sia un vero peccato dimenticarsi di oggetti come i bottoni, esistenti dalla preistoria, simbolo di lusso, eleganza e praticità, come di tanti altri, sostituiti e dimenticati. 

Oggi non si ripara quasi più nulla dei nostri piccoli elettrodomestici o oggetti personali, è più "conveniente" sostituirli con qualcosa di nuovo. Oggi non si cerca più di conservare, preservare, si affronta la cosiddetta "obsolescenza programmata" e si sostituisce, butta, elimina. 

Se facciamo così con gli oggetti che ci circondano, come possiamo accorgerci del lento scorrere del tempo? Come facciamo a sentire il nostro respiro lieve nel rumore quotidiano? Come facciamo ad afferrare l'immensità dell'universo davanti ad uno schermo o chiusi in un'auto?

E' solo un bottone, vero, ma alla fine un bottone può rappresentare tutto ciò che ci rimane di un ricordo di gioventù, di una persona amata, del nostro cappotto preferito, e diventare "tutto". Non sarebbe bello trattare gli oggetti che per una vita ci hanno accompagnato come gli amici che sono vicino a noi?