domenica 10 gennaio 2016

Gruffalò

Il gruffalò... è il nostro eroe preferito di questo periodo... ha zanne tremende, artigli affilati e denti da mostro di bava bagnati, ginocchia nodose, terribili unghione e un bitorzolo verde sopra il nasone, occhi arancioni, lingua molliccia e aculei violacei sulla pelliccia... sembra mostruoso e lo è davvero ma - in fondo - ci piace molto. Ha avuto anche una piccola gruffalò che va nella foresta a cercare il topo tremendo. Poi c'è Bastoncino, che non è un bastoncino ma un papà di famiglia, poi la strega simpatica di "Room on the broom"... in quest'ultimo periodo, queste sono le storie preferite del mio cucciolo. Donald Duck e cip e ciop.
Oltre ai cartoni animati di
Trascurati per un po' Oggy e i maledetti scarafaggi e i transformers siamo planati nel pianeta delle storie di amicizia, magia e risate. Sono molto felice di questo (temo temporaneo) viraggio nel mondo della fantasia, dei buoni sentimenti, di lupo che fa amicizia con lupetto, di piccolo giallo che abbraccia piccolo blu e diventa verde e subito i genitori non li riconoscono, di brucomaisazio che diventa farfalla.
Mi piace che mio figlio voglia sentire raccontare le storie dei libri (veri) e che le abbia ascoltate così tante volte che le sa a memoria.
Mi piace che  gli piaccia andare a fare yoga, anche se poi è uno yoga giocoso, non "tecnico" ma che lo aiuta a relazionarsi (condivide spazi con altri bambini), a fidarsi (vengono bendati a turno e devono farsi portare in giro), a colorare gli spazi e lasciare andare la fantasia, a rapportarsi col proprio corpo in modo diverso.
Mi piace che nel lettone mi abbraccia e poi dorme per conto suo, dopo che magari, dopo tutti i libri letti, gli ho raccontato la storia di poppy l'uccellino (mia invenzione una sera di sonno tremendo) che va a cinguettare fuori da scuola e così diventano amici per la.. piuma.
Mi piace quando esprime il suo lato creativo e dei lego non si accontenta delle astronavi ma mescola i personaggi e i pezzi per inventarne di sempre nuovi, mi piace quando vuole colorare e poi inventare il fuoco blu e il mare rosso, mi piace quando ascolta e quando chiede e quando esprime i suoi desideri e i suoi ragionamenti.
Mi piace meno quando, come ieri, nell'espressione dell'affermazione di sé, partono tutti i meccanismi di opposizione che tanto  ci fanno imbestialire. Nel buonsenso del momento, cerchiamo di: 1) non perdere la pazienza, non urlare, non alzare le mani; 2) circoscrivere il comportamento di autoaffermazione e armonizzarlo con quelle che sono le "regole" (nella fattispecie riordinare i giochi); 3) esprimere il nostro malcontento. Forse su quest'ultimo punto dovremmo capire che in realtà ogni tappa di crescita comporta anche un comportamento che appare ad un primo sguardo "inappropriato" (e ne vedremo delle belle in adolescenza) PERO', - di fonto - c'è la ricerca della propria autonomia. Il piccolo "mostro" non sa nemmeno perchè fa "quella" precisa cosa, forse perchè è quella che è richiesta in quel momento dal genitore, che vuole "imporre" la propria volontà sulla propria. Per cui il gioco non dovrebbe essere tanto "vediamo chi comanda" ma capire cosa sta conquistando in quel momento e facilitarlo nel farlo, senza però chiaramente prescindere dalla regola, che è giusta. Certo, siamo genitori, non guru della pace e dell'equilibrio, nè super eroi, non possiamo nemmeno mettere in pausa il mondo per riordinare le idee. Ma rifletterci dopo, in un momento di calma, per i momenti che "verranno". Perchè ne verrano ancora e ancora e ancora.
Fino a quando lui non sarà abbastanza grande e forte da non aver più bisogno di affermarsi così.
E solo allora sapremo davvero se abbiamo tutti fatto un buon lavoro, lui e noi.
Fino ad allora dobbiamo necessariamente affidarci al nostro buon senso, al nostro amore, alla nostra voglia di comprendere lui e noi stessi, alla nostra complicità.