Il gruffalò... è il nostro eroe preferito di questo periodo... ha zanne tremende, artigli affilati e denti da mostro di bava bagnati, ginocchia nodose, terribili unghione e un bitorzolo verde sopra il nasone, occhi arancioni, lingua molliccia e aculei violacei sulla pelliccia... sembra mostruoso e lo è davvero ma - in fondo - ci piace molto. Ha avuto anche una piccola gruffalò che va nella foresta a cercare il topo tremendo. Poi c'è Bastoncino, che non è un bastoncino ma un papà di famiglia, poi la strega simpatica di "Room on the broom"... in quest'ultimo periodo, queste sono le storie preferite del mio cucciolo. Donald Duck e cip e ciop.Oltre ai cartoni animati di
Trascurati per un po' Oggy e i maledetti scarafaggi e i transformers siamo planati nel pianeta delle storie di amicizia, magia e risate. Sono molto felice di questo (temo temporaneo) viraggio nel mondo della fantasia, dei buoni sentimenti, di lupo che fa amicizia con lupetto, di piccolo giallo che abbraccia piccolo blu e diventa verde e subito i genitori non li riconoscono, di brucomaisazio che diventa farfalla.
Mi piace che mio figlio voglia sentire raccontare le storie dei libri (veri) e che le abbia ascoltate così tante volte che le sa a memoria.
Mi piace che nel lettone mi abbraccia e poi dorme per conto suo, dopo che magari, dopo tutti i libri letti, gli ho raccontato la storia di poppy l'uccellino (mia invenzione una sera di sonno tremendo) che va a cinguettare fuori da scuola e così diventano amici per la.. piuma.
Mi piace quando esprime il suo lato creativo e dei lego non si accontenta delle astronavi ma mescola i personaggi e i pezzi per inventarne di sempre nuovi, mi piace quando vuole colorare e poi inventare il fuoco blu e il mare rosso, mi piace quando ascolta e quando chiede e quando esprime i suoi desideri e i suoi ragionamenti.
Fino a quando lui non sarà abbastanza grande e forte da non aver più bisogno di affermarsi così.
E solo allora sapremo davvero se abbiamo tutti fatto un buon lavoro, lui e noi.
Fino ad allora dobbiamo necessariamente affidarci al nostro buon senso, al nostro amore, alla nostra voglia di comprendere lui e noi stessi, alla nostra complicità.