lunedì 16 dicembre 2013

Cartoons

Mio figlio si è disinteressato per mesi e mesi alla televisione ed io e mio marito, da buoni snob, compiaciuti del suo disinteresse per il tubo catodico e per la sua attrazione alla carta stampata, ci siamo pavoneggiati a destra e a sinistra. Un giorno, però, qualche mese fa, quasi per caso, il cucciolo ha (intra)visto un cartone animato, non so se della maialina rosa Peppa o del cane rosso e bianco Pimpa e da allora, tutti i nostri "paletti educativi" sono crollati, ma senza grosse ferite narcisistiche. Semplicemente, con l'ennesima conferma, che tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il".
Insomma, decidono "loro" cosa vogliono e cosa non vogliono, cosa gli piace e cosa non gli piace. Così come ora l'amore è per la pasta al pomodoro e parmigiano e la cioccolata, gli piace guardare la Pimpa e la Peppa Pig. Peppa Pig, un maialino rosa dal forte accento cockney (glielo propiniamo in inglese, riduzione del danno), che rumoreggia col fratellino George e le amiche coniglie, elefanti e via dicendo. Ma nell'universo colorato e semplice di Peppa c'è anche un forte elemento educativo al rispetto, all'amore, alla semplicità (mi ha colpito quando Peppa per Natale chiede uno yo-yo... praticamente impensabile in questi tempi così ubriachi di oggetti e di necessità), alla tutela dei più piccoli, dei ricordi e degli anziani. Pocoyo, il bimbo spagnolo vestito di blu (anch'esso in visione in inglese), con gli inseparabili Lula, Elly e Pato, che gira per questo universo formato da pochi oggetti, proposti di volta in volta per stimolare i bambini, che rispondono alle domande ("Che cos'é?" e tutti in coro rispondono) e spiegano l'uso e l'esistenza di: miscuglio per le bolle, uova, aerei, colori, pic nic e spiegano come divertirsi facendo "Buuu" agli altri. Non dimentichiamo nemmeno l'intramontabile Barbapapà, che con la sua forma morbida e colorata ci conduce nel relax dei dialoghi semplici e delle musiche orecchiabili per spiegarci che non si devono cacciare gli animali, rubare le cose, trattare male gli altri. Lo guardavo io quando ero bimba e ancora oggi tiene duro, e sono passati più di trent'anni!
Infine, la Pimpa, che inizialmente mi sembrava il parto allucinato di un pazzo in stato di alterazione di coscienza, è secondo me davvero geniale. Dice Altan, il suo creatore:
 “L`infanzia è un paradiso dove tutto è possibile, come andare sulla Luna poi tornare, la sera, nel proprio lettino”. La Pimpa è una scoperta continua, quando arriva l'autunno, sotto forma di omino vestito di chiaro che con la scala si arrampica sugli alberi per tingere le foglie di giallo e rosso, quando deve andare a giocare al mare e si tuffa sott'acqua per incontrare pesci e altri abitanti o sale con il razzo fino agli anelli di Saturno. La Pimpa, sempre allegra e sempre sorridente e positiva, ti fa conoscere Coniglietto, la gatta Rosita, il gallo Colombino, Tito, Bibi, Luisa, Nino, Lucia, Lulù e tanti altri. E poi il suo alter ego allo specchio, che fa tutto al contrario di lei ma la consiglia e la prende anche in giro. La Pimpa è dolce e il suo "papà" Armando (Armandone) è pacato, sempre tranquillo, le legge le storie prima di dormire e si preoccupa per lei ("fai i compiti" e "non fare tardi").
Perchè privare un bimbo di un insieme di personaggi che alla fin fine sono positivi, educativi, divertenti e colorati? Certo, giocare fuori all'aperto è irrinunciabile, prendere aria e stare al sole, conoscere la natura e stare con gli altri bambini. Ma il nostro mondo è fatto anche di storie, di fantasia e di buoni sentimenti. E in questi cartoni animati c'è tutto questo ed anche di più.