Ho respirato a pieni polmoni, ho sentito il profumo dell'autunno e della calma della stagione, di sottobosco, foglie umide e sole tenue entrarmi nei polmoni. Ho avuto proprio questo pensiero: correre è sempre per uno scopo, per ottenere un risultato (dimagrire, fare fiato, rincorrere, scappare), camminare può essere invece anche un semplice piacere, il desiderio di vedere il mondo da un punto prospettico diverso, di rallentare il ritmo, di respirare la vita e di sintonizzarsi con il proprio battito.Ho un gran bisogno di rallentare, non sono capace (MAI) di non avere pensieri laterali, sovrapposti, disturbanti, desincronizzati rispetto a ME. Faccio la doccia e penso a cosa cucinare, cosa fare al lavoro, come vestirmi, leggo un libro e faccio la stessa cosa, scrivo al computer e intanto il pensiero corre altrove. Vorrei provare l'esperienza del VUOTO, della concentrazione su UNA cosa, del sorseggiare una sola emozione per volta. Bella o brutta che sia.
Eppoi questa rabbia, che rimane come brace sotto tutto il resto, che mi porto dentro da quanto mio papà se n'è andato e che di volta in volta assume nomi diversi: lavoro, ciclo mestruale, dente rotto, mal di schiena, il mio bimbo che fa i capricci. Ma da dove è partito il fuoco?
Un momento per me. Un momento per me.