giovedì 13 dicembre 2012

co-sleeping

E' - a pensarci ora - davvero tanto tempo che non discutevo con qualcuno in modo così infervorato, tanto da aver voglia di "menar le mani". Io che non mi considero particolarmente accondiscendente e nemmeno facile, è vero, ma tutto sommato ritengo anche di essere una persona molto tollerante e comprensiva di chi la pensa diversamente da me. Ma ieri davvero ho perso le staffe. La situazione è questa: pausa pranzo al lavoro. Si parla del più e del meno e non so come ad un tratto salta fuori l'argomento "figli nel lettone". La collega fa un'osservazione e dice che lei non ha mai fatto entrare il figlio in camera sua e che questo rappresenta un veto indiscutibile che il figlio rispetta molto. Io ho sorriso ma - GIURO - con tenerezza (conosco sia lei che il figlio e so che lei è un po' "marescialla") e ho detto la mia: per me non esistono luoghi vietati a mio figlio in casa. La casa è nostra e sua anche. Lui può girare dove vuole, toccare ciò che vuole (le cose pericolose sono in alto!) e sperimentare così il piacere di scoprire e muoversi nello spazio di casa sua. Non l'avessi mai detto!!!
Sono stata attaccata per mezz'ora con una tale arroganza e presunzione, con un eloquio così sfacciatamente accademico e cieco che ho perso le staffe!! 
Non pretendo nè ho mai preteso di avere la verità in tasca, di essere una grande pediatra, conoscitrice di bambini ed esperta dell'età evolutiva ma mi considero abbastanza esperta di MIO figlio e ciò che osservo è che tenerlo nel lettone con noi a lui fa bene. E fa bene anche a noi. Osservo un bimbo che cresce forte, equilibrato, curioso, auotonomo e sicuro di sè. Osservo che noi siamo più tranquilli sentendo il suo respiro vicino al nostro e a volte mi sveglio di notte e scopro mio marito che gli accarezza il viso o lo osserva orgoglioso. Mio figlio non ci ha mai invasi o fatti sentire stretti, fin da quando ha "invaso" la mia pancia. La sua invasione è una benedizione per noi e non è che con questo voglio dire che dimentico che siamo - oltre che genitori - anche una coppia.Non siamo genitori sacrificati ed immolati al figlio, prigionieri dei suoi capricci, siamo due gentori un po' inesperti ma pieni di voglia di fare le cose giuste, ma giuste per lui e per noi, non giuste in senso assoluto. 
Per noi dormire insieme è importante tanto quanto mangiare insieme, tanto quanto giocare insieme. 
Non mi stancherò mai di dirlo: ho imparato di più io da mio figlio di quanto - sono certa - gli ho insegnato. 
Così cerco di esserci sempre, quando ne ha bisogno, con una coccola, una parola, un libro da leggere, lo sguardo o il respiro nel sonno.