martedì 31 maggio 2016

I'm sure

Sono sicura che sbaglio qualcosa. Il problema non è essere consapevole dei miei limiti e delle mie fissazioni (per esempio di avere i fornelli puliti) ma di non sapere bene cosa farne. Il buon vecchio Sigmund riteneva che le fissazioni nascessero nello sviluppo pulsionale e impedissero alla pulsione di modificare il suo obiettivo (leggo invece di pulire i fornelli...), rendendo impossibile ditaccarsi dall'oggetto della fissazione. E qui mi fermerei. Ci sono cose, è vero, che mi "mandano fuori" o dovrei dire che mi "destabilizzano": i fornelli sporchi (appunto), la montagnola di briciole in terra in un angolino, accuratamente accumulata ma non rimossa, le tazze sporche e incatramate nel lavandino, il latte lasciato fuori dal frigo, le pentole sporche della sera prima, le ciabatte che si usano in balcone usate in casa, l'asciugapiatti usato per pulire le ciliege o per rimuovere delle macchie di sporco dalle ante o dal pavimento, i cibi aperti in frigo senza pellicola.... mentre elenco mi rendo conto che potrei continuare per ore. Qual'è il problema? Si tratta di un problema di fissazione, per dirla alla Freud (e slittiamo lentamente nel disturbo ossessivo compulsivo), si tratta delle dinamiche purtroppo ordinarie della convivenza (con un soggetto creativo, diciamo), si tratta di un bisogno di "controllo"?
Voglio dire: com'è la mia casa ideale? Se penso alla casa "ideale" penso ad un luogo con tanto legno, mobili bohemienne, piante e libri ovunque, tappeti, incensi. Non penso ad una mobilia moderna, essenziale, facile da riordinare e da pulire. Però, a casa mia, nella mia "tana", invece, sento che deve essere tutto più o meno ordinato e pulito, quando non lo è mi innervosisco.
Sono sicura che sbgalio qualcosa. Cosa, non so dirlo bene. Devo fare più caos dentro di me?
Devo "fregarmene" di più? Devo ricordarmi cosa sia davvero importante? Perchè alla fin fine, quando poi faccio sempre io le cose (e le faccio perchè EVIDENTEMENTE io sento la necessità che siano fatte) poi mi sento anche un po' "sfruttata" ma... se per l'altro non sono importanti come posso obbligarlo a pensarlo?
Intanto però una cosa l'ho capita: la totale interscambiabilità tra uomo e donna, tra marito e moglie, tra padre e madre è una bufala pazzesca, non esiste al mondo che siamo interscambiabili! Quando ero al bar con un'amica una settimana fa, e faccio solo un esampio, chiediamo un tea caldo e il cameriere ci dice che purtroppo la macchina del caffè e dell'acqua calda sono rotti e ci propone dell'acqua in bottiglia. Dopo dieci minuti arriva la cameriera che suggerisce, se a noi va bene, di far scaldare dell'acqua in un pentolino.
Uomo e donna, col cavolo che siamo uguali! Però, per l'amor di Dio, almeno che ci provino!!! Fosse anche solo per dignità, curiosità, amor proprio, invece no, sempre lì a dire che siamo troppo nervose, che siamo troppo organizzate: "rilassati un po'...".
Ho deciso: il caos non fa per me. O meglio: lo sporco, le macchie di unto, la terra in casa e sul pavimento. Il disordine, quando è frutto di libri, disegni, biglietti e foto va bene. Un caos intelligente insomma. E se poi vuol dire che si prende la salmonella, vabbe.